Vincenzo Donatiello e il cameriere 3.0

È uscito a ottobre il libro di Vincenzo Donatiello, Maître e sommelier di Piazza Duomo: Io Servo. Dizionario moderno per camerieri.

Vincenzo Donatiello, pluripremiato Sommelier e Maître del Ristorante tristellato Piazza Duomo ad Alba, ha dedicato il suo libro alla sala – focus, mestiere e passione di una vita – Io Servo. Dizionario moderno per camerieri. Un inno al servizio, dove servire prende un’accezione ampia, inteso come orgoglio di far parte di un servizio, dedizione di un mestiere al servizio di e infine servire nel senso di essere necessario nella ristorazione.

Vi siete mai chiesti cosa succede dietro le quinte di un ristorante? Quanto lavoro, fatica, sudore, sacrificio si celano dietro un piatto, una carta dei vini, un sorriso? È la fortuna di fare il lavoro più bello del mondo ma spesso ciò che si nasconde alle spalle di tutto ciò resta sommerso. Il Cameriere 3.0 è molto di più di quanto possiate immaginare, è un lavoro, o meglio una professione, alla quale sono richieste innumerevoli competenze, talvolta non facilmente immaginabili. Quali possono essere? La passione, la disponibilità al sacrificio, la conoscenza di una o più lingue straniere. Abbastanza facili da immaginare direte voi, ma così facile non è: al cameriere moderno sono richieste doti da psicologo, ambasciatore, storyteller, baby sitter, dog sitter e ce ne sarebbero a centinaia.

Quello di Vincenzo Donatiello è un libro scritto per tutti, non solo per l’olimpo dell’alta ristorazione, ma un libro per chiunque lavori a contatto con il pubblico e per tutti coloro che, pur non bazzicando nel mestiere, sono interessati al dietro le quinte di un ristorante.
Pillole trasversali ed utilissime, dunque, di grande respiro democratico con l’intento di nobilitare la professione del cameriere che, troppo spesso, rischia di passare in secondo piano.

“Non ho mai pensato di scrivere un libro sulle tecniche di sala, sulle tipologie di servizio, sul galateo o sulla giusta posata da usare per questo o quel piatto. Ho cercato di dare forma a ciò che non potreste mai toccare, di provare a svelare quali siano le motivazioni che portano un uomo di sala a dedicarsi completamente all’ospite, di mettersi al suo servizio e di dedicargli il suo migliore sorriso”.