The World’s 50 Best Restaurants 2019, vetta francese ma gli italiani non mancano

The World’s 50 Best Restaurants 2019 ha un vincitore francese, ma la classifica vede diversi nomi italiani.

Dopo Bilbao è la volta di Singapore, che con il suo brio e la sua vivacità ha ospitato quest’anno gli amanti dell’haute cuisine nel cuore dell’Asia per una nuova edizione dei The World’s 50 Best Restaurants. Un appuntamento che si è rivelato ricco di novità e che ha visto numerose new entry nella classifica finale.

Ad aggiudicarsi il primo posto è lo chef Mauro Colagreco e il suo ristorante Mirazur a Mentone, incastonato in uno sperone roccioso tra palme e arbusti di macchia mediterranea. Dopo il terzo posto del 2018, lo chef argentino sale quest’anno sul gradino più alto del podio, grazie alla sua cucina attenta e ricercata.  Ecco i nomi dei ristoranti che lo seguono:
2° posto: Noma 2.0 – Copenhagen, Danimarca
3° posto: Asador Etxebarri – Atxondo, Spagna
4° posto: Gaggan – Bangkok, Thailandia
5° posto: Geranium – Copenhagen, Danimarca
6° posto: Central – Lima, Peru

Una delle novità dell’edizione del 2019 è la classifica che conta 120 ristoranti – non più 100 – per omaggiare i centoventi anni della San Pellegrino. All’interno della lista non mancano i ristoranti italiani, che ancora una volta si confermano punti di riferimento della gastronomia del Bel Paese nel mondo.

I ristoranti italiani, una garanzia nel panorama internazionale

Diversi sono i nomi noti della nostra Penisola menzionati nella classifica finale. Massimiliano Alajmo con il suo ristorante Le Calandre in provincia di Padova si posiziona al 31esimo posto, poco dopo Piazza Duomo ad Alba di Enrico Crippa, che occupa la 29esima posizione. Il ristorante di Niko Romito scende al 51esimo, ma dieci posizioni dopo troviamo una grande novità: al 61esimo posto, infatti, si trova il ristorante Uliassi di Senigallia, con la sua cucina di mare moderna e raffinata. Riccardo Camanini, chef del ristorante Lido 84 in provincia di Brescia, conquista il 78esimo posto e anche il premio One the Watch come chef emergente. Infine, alla 116esima posizione compare il nome di Norbert Niederkofler che dal suo St. Hubertus, osptitato all’interno dell’Hotel Rosa Alpina in provincia di Bolzano, promuove una filosofia altamente sostenibile.

Massimo Bottura entra nella Hall of Fame

Dopo essere stato incoronato nel 2018 come miglior ristorante al mondo, l’Osteria Francescana e il suo patron Massimo Bottura entrano quest’anno nella Hall of Fame, senza poter più partecipare alla classifica annuale. Secondo il nuovo regolamento infatti, gli chef che hanno vinto nelle diciassette edizioni passate entreranno di diritto nella Hall of Fame, a meno che non aprano un nuovo ristorante, come accaduto con René Redzepi e il suo nuovo Noma 2.0. Un riconoscimento che rende onore a Massimo Bottura, che si riconferma ancora una volta un importante punto di riferimento per la ristorazione mondiale.