Un Pensiero per Le Soste

È bello constatare come lo spirito non sia cambiato nel corso degli anni: l’eccellenza che ha sempre contraddistinto l’Associazione rimane viva e si fortifica nel tempo, affiancando i degni interpreti che hanno posto le fondamenta con i giovani professionisti per il lustro della ristorazione italiana.

Fausto Arrighi, già direttore della Guida Michelin Italia

Le Soste sono un modo di essere, quindi un modo di pensare e dunque di fare: professionalità, cultura, cortesia e savoir-faire garantiscono una squisita accoglienza e una sorprendente familiarità, con una raffinatezza prettamente italiana, che ci contraddistingue nel mondo, e che tutti ci invidiano.

Francesca Romana Barberini, autrice e conduttrice TV, food writer

Nell’Italia delle divisioni e delle associazioni di categoria corporative, abbiamo invece un benemerito simposio – un po’ agone, un po’ dialogo, un po’ officina – che da ben trentasei anni riunisce l’eccellenza della cucina italiana. Con i suoi 94 soci, Le Soste rappresenta la storia, il presente, il futuro della nostra cultura gastronomica.

Camilla Baresani, scrittrice, food writer

Non sono mai Soste forzate. Raramente casuali e quasi sempre volute. Inseguite per settimane, talvolta per mesi. Rinnovate di stagione in stagione. Sono le tappe golose di un viaggio in Italia, alla ricerca dell’eccellenza. Goethe e Stendhal, geni vaganti in mancanza di guida, ci invidiano questo tempo.

Maurizio Bertera, Gambero Rosso

Nel concetto di buona sosta c’è gran parte del valore intrinseco di quello di ristorazione: far stare bene, dare conforto. È quello che ha saputo fare Le Soste in questi anni riuscendolo a elevare al massimo livello. Perché la ristorazione italiana è grande cucina ma, più di altre, è anche sinonimo di grande accoglienza. Ed è tutto fattore umano.

Marco Bolasco

Un quarto di secolo fa, i miei primi timidi passi alla scoperta dell’alta cucina. Ricordo ancora l’idea di quello che doveva essere il mio sguardo, non so se più emozionato o eccitato, varcando la soglia di quel tempio della ristorazione, alla parete un simbolo che mi sarei abituato a leggere come garanzia dello star bene.

Marco Colognese, critico enogastronomico

Quando l’Associazione è nata trentasei anni fa i locali erano 19, un gruppo di cuochi e ristoratori amici, uniti nel nome di una cucina di stile, eleganza e qualità. Oggi è cresciuta da ogni punto di vista, fedele allo spirito dell’inizio ma dinamica nel saper superare le mode, avendo il senso dell’ospitalità come credo e il rispetto del territorio come metodo.

Eleonora Cozzella, giornalista Repubblica

Condividere un sogno, questo, da sempre fanno i membri de Le Soste. Il sogno di una grande Cucina Italiana fatta di qualità e ricerca, fiera della propria natura, un sogno comune inseguito giorno dopo giorno. Se un grazie speciale – tra molti – va riservato a Le Soste è proprio questo: unire da sempre i migliori per fare grandi sogni.

Carla Icardi, direttore Italian Gourmet

Dai rifondatori ai più blasonati interpreti di oggi, in oltre trentasei anni Le Soste hanno rappresentato una nicchia di certezze e valori assoluti per la Cucina italiana. Nei 94 locali ci sono grandi amici ma, soprattutto, veri interpreti del saper fare dietro ai fornelli e testimoni della nostra cultura.

Alberto Lupini, direttore Italia a Tavola

Chi sosta gode, non ci sono dubbi. Quale che sia l’insegna scelta in questa guida, quale che sia il vostro ritmo sul lavoro e nella vita privata, l’Associazione Le Soste è nata per offrire il meglio della cucina a chi vive e a chi visita l’Italia. Non sono posti da un boccone frettoloso e via. Bisogna prendersi il giusto tempo, entrare nel mondo dello chef, della sua famiglia e dei suoi collaboratori, bisogna scalare le marce avvicinandosi a tavola e spegnere telefoni e computer. Saranno tutte ottime Soste golose.

Paolo Marchi

È proprio la parola amicizia che ci rende simpatico questo sodalizio. Perché amicizia ha voluto dire negli anni, confronto, desiderio di fare squadra e talvolta anche progetto, più o meno dichiarato, per rendere più concreta l’affermazione della cucina italiana nel mondo. Questo hanno fatto i ristoratori de Le Soste. Lunga vita a Le Soste!

Paolo Massobrio, giornalista

Stima e amicizia. Desiderio di crescere e sperimentare. Consapevolezza di una tradizione da difendere e di grandi prodotti da esaltare. Con questi intenti nacque, nel 1982, Le Soste. A fondare l’Associazione e a farne parte, ora come allora, sono quei ristoratori che incarnano il meglio della cucina italiana. Una storia – quelle de Le Soste – che racconta di loro. E che “rende fieri“ – come scrive Giuseppe Prezzolini – “tutti noi che amiamo l’Italia”.

Gianluca Montinaro, Le Guide de l’Espresso

Se penso a tutti i Soci – e ai molti amici – dell’Associazione non penso solo al piacevole sostare del cliente alle loro mense. Il riferimento al latino substare nel loro caso significa anche stare ben saldi, perché i cuochi de Le Soste fanno moderna cucina d’autore, rimanendo però ben radicati nella cultura e nei magnifici prodotti italiani.

Carlo Ottaviano, giornalista Il Messaggero

È già un grosso merito aver attraversato trentasei anni di tumultuosa crescita del settore in modo indenne, conservando i principi ispiratori dell’inizio. Per il futuro ci auguriamo che Le Soste diventi sempre di più protagonista non solo con la bella pubblicazione che edita ogni anno, ma anche attraverso iniziative e approfondimenti sulle problematiche del settore.

Luigi Cremona, critico enogastronomico

Il tempo è sempre galantuomo, recita un vecchio adagio. E la cucina, come tutte le arti, non fa eccezione in un’epoca in cui ogni fenomeno nasce per essere consumato alla velocità della luce e dove l’apparire, ahimè, conta più della sostanza. Merita dunque un plauso doveroso un’iniziativa che fin dagli esordi si è manifestata come “istituzionale” e tale si è mantenuta in trentasei anni, indenne da corsi e ricorsi vichiani, ma soprattutto dallo tsunami mediatico che oggi impone la competizione come valore assoluto anche a tavola. Avanti così.

Mimmo di Marzio, giornalista e pittore

Ricordo solo un’altra associazione di ristoratori che aveva a cuore lo stile italiano: si chiamava Linea Italia in cucina e molti ristoratori de Le Soste ne facevano parte. Quella visione è stata perseguita costantemente nella storia de Le Soste e oggi possiamo dire che lo stile italiano della ristorazione, grazie alla clientela internazionale dei ristoranti presenti nel volume, è ricercato e affermato in ogni parte del mondo.

Luigi Franchi, direttore sala&cucina

Siamo abituati ai clamori mediatici dell’alta cucina, ai bei nomi di chef che tutti pronunciano ma che pochi conoscono; al moltiplicarsi delle guide gastronomiche. Le Soste, oltre il valore di coloro che la rappresentano (e non è poco), ha un che di rassicurante e perfino di “familiare”. Evviva.

Marisa Fumagalli, giornalista Corriere della Sera

Il gusto per la Bellezza, la passione dell’accoglienza documentata dal piacere di ospitare in ristoranti dove ogni particolare non è lasciato al caso, il lavoro di ricerca per fare grande cucina e grandi piatti. Queste le caratteristiche che ci hanno fatto amare Le Soste, vera eccellenza italiana!

Marco Gatti, giornalista

La rappresentazione de l’Associazione Le Soste, ancor prima di disegnarla con i contorni gastronomici che applaudiamo, ci ricorda l’immagine di un momento intimo e raccolto, un piacere che si ripete da sempre senza soluzione di continuità, in un continuo divenire al passo con i tempi.

Andrea Grignaffini, critico enogastronomico, direttore Spirito DiVino

Ci sono guide di valutazione (le più diffuse, le più discusse) e guide di informazione che si suddividono in pubblicitarie a pagamento o frutto di associazioni, a volte le più bizzarre. La guida de Le Soste dalla sua nascita è stata il compendio del gotha delle ristorazione italiana, dove nel tempo, smentendo un luogo tutto italiano, sono confluiti i migliori locali. Una guida utile a chi vuole tutte le info per scegliere un locale di qualità.

Davide Paolini, Il Gastronauta

Le Soste, prima della tempesta mediatica attuale attorno alla cucina, avevano compreso l’importanza di raccontare una storia di tradizione e cultura come quella della ristorazione italiana. Il segreto de Le Soste è questo: eccellenza, ma nella continuità. Al di là di mode e modi.

Roberto Perrone, giornalista e scrittore

La pubblicazione de Le Soste segna con questa edizione un traguardo importante confermandosi quale punto di riferimento per orientarsi nella ristorazione e nell’ospitalità d’eccellenza del nostro Paese, con la consueta attenzione alla convivialità, ma anche alla cultura gastronomica che i luoghi recensiti esprimono.

Carlo Petrini, Slow Food

La mia generazione è mancata agli appuntamenti della storia: troppo piccoli per la Resistenza, troppo vecchi per i moti del 1968. Io però nel 1982 ero presente alla fondazione de Le Soste. Solo che non mi rendevo conto ch’era un evento storico e avrebbe cambiato le sorti della ristorazione italiana.

Cesare Pillon, giornalista

Chi cerca un ristorante speciale parte da alcuni presupposti: che la cucina abbia un suo stile, che l’atmosfera sia gradevole, che il servizio di sala sia empatico e senza eccessi, che l’esperienza sia, nel suo complesso, altamente ragionevole. I ristoratori de Le Soste soddisfano ampiamente tali aspettative.

Alberto P. Schieppati, direttore Artù

Sono passati ben 36 anni, dalla cena fatale che ha dato origine all’associazione. Obiettivo? Impostare le fondamenta della cucina italiana e condividerle con generosità. Gli ideali di allora illuminano ancora oggi: cultura gastronomica, accoglienza con garbo, buon gusto e ristorazione di livello. Valori che vanno oltre il tempo e le mode. Ecco la forza de Le Soste.

Roberta Schira, giornalista e scrittrice

Cibo. Eccellenza. Cultura. Tre concetti sintesi dell’identità italiana. Ma anche le tre anime de Le Soste. Un’associazione nata in un Paese che da sempre fa del cibo il suo cavallo di battaglia, non può che puntare a selezionare, sperimentare e scoprire. Tutto ciò grazie a chef e a una pubblicazione come questa che insieme portano la cultura nel mondo.

Rita Vecchio

Scorro il volume de Le Soste, volti e luoghi familiari – da Ca’ Vittoria, primo in ordine di apparizione, a Talvo by Dalsass – e si conferma la mia convinzione che tutti i migliori ci sono: classici e innovatori, giovani e veterani, in città e in provincia, in montagna e al mare… Meno male che sono soltanto 94, altrimenti potrei smettere di fare la mia Guida.

Enzo Vizzari, direttore Le Guide de l’Espresso