L’Accademia del Bocuse d’Or Italia cerca sostenitori in Rete

È partita lo scorso 20 aprile un’iniziativa di CrowdFunding per raccogliere fondi a sostegno della squadra italiana che parteciperà alla finale europea del Bocuse d’Or.

Ad Alba, nella prestigiosa sede dell’Accademia del Bocuse d’Or Italia al civico 2 della centralissima Piazza Risorgimento, sono cominciate le sessioni di prova per il rappresentante italiano alla competizione di giovani cuochi più famosa del mondo. Dopo un primo periodo di sessioni di allenamento condotte a Parigi presso il ristorante Pavillon Ledoyen dove Martino Ruggieri (il giovane chef originario di Martina Franca vincitore del Bocuse d’Or Italia) lavora come braccio destro del grande chef francese Yannik Alleno, il team Italia si è spostato nella città del Piemonte che ospita l’Accademia e i locali destinati ad accogliere una intensa sessione di prove in vista della finale continentale che si svolgerà a Torino l’11 e il 12 giugno prossimi. Nella trentennale storia del concorso, l’Italia non è mai riuscita a raggiungere il podio della finale mondiale che si svolge ogni due anni nel mese di gennaio a Lione. In molte occasioni, anzi, inclusa l’ultima del 2017, la nostra squadra non si è neppure qualificata per la finale. La causa di questa lunga serie di prestazioni non esaltanti è da addebitarsi a due fattori in particolare: in primo luogo il fatto che fino al 2015 la gara si svolgeva con piatti montati sul vassoio, una tecnica tipica della vecchia cucina francese e della cucina d’albergo, rispetto alla quale i nostri chef erano penalizzati. Ora non è più così, ma i risultati stentano ancora ad arrivare perché, per poter ben figurare in questo concorso, è richiesto un elevatissimo livello di perfezione tecnica, ottenibile solamente dopo prove estenuanti e ripetute. In altre parole, per partecipare con possibilità di successo è necessario che i componenti della squadra e il loro mentore si dedichino anima e corpo a questa impresa, mettendo in subordine per mesi tutti gli altri impegni, inclusi quelli di lavoro, ma per poter fare questo sono necessari molti soldi. Basti pensare che dietro ogni buon piazzamento al Bocuse d’Or si celano investimenti da parte di sponsor che possono arrivare anche a qualche centinaio di migliaia di euro. In questo senso, gli enti pubblici e privati e gli sponsor coinvolti dalla organizzazione Italiana per la finale di Torino hanno fatto certamente un ottimo lavoro, ma siamo ancora lontani dal poter disporre somme di denaro anche solo paragonabili a quelle messe a disposizione dei team degli Stati Uniti, della Francia o dei paesi dell’Europa Scandinava che tradizionalmente monopolizzano le vittorie finali. Da qui l’iniziativa lanciata in questi giorni di promuovere una raccolta pubblica di fondi su internet per sostenere le spese degli allenamenti del nostro team. L’obiettivo, ambizioso, è di raccogliere almeno 30mila euro. Chiunque può dare il proprio contributo con donazioni che vanno da un minimo di 10 euro a un massimo di 500. Fino a oggi i contributi raccolti dalla piattaforma ammontano a 1.150 euro. Il traguardo dunque è ancora lontano, ma lo spirito dell’iniziativa è di stimolare “tantissimi piccoli gesti individuali” per contribuire a dare alla cucina italiana “il valore che merita a livello mondiale”. Come dire: basta lamentarsi che la nostra cucina è poco considerata a livello internazionale, diamoci da fare tutti insieme per migliorare le cose.

Foto: Bocuse, particolare del sito dell’evento di Lione.