Bomba Niko Romito

Bomba, a Milano apre il nuovo street food di Niko Romito

Niko Romito si avvicina sempre più a Milano. E’ una bomba. Culinariamente parlando e non solo. E anche chi si occupa di alta cucina gourmet si avvicina sempre più allo street food. Il comfort food vince a Milano: “C’è il cibo pulito che mi fa pensare a casa, alle cose più semplici, che sono quelle che amo di più. Una tazza di brodo, una fetta del nostro pane di Solina con del prosciutto di Paganica o una fetta del ciambellone di mia mamma. Poi c’è il cibo che mi concedo come vizio: hamburger, patatine fritte croccanti con sale e aceto, M&M’s» raccontava Niko Romito qualche anno fa. «In generale è di conforto tutto il cibo che posso consumare con calma e stando seduto. E se proprio sono di corsa, una bomba salata con ripieno di baccalà: è lo street food di famiglia».

Lo street food “di famiglia” ha aperto in Piazza XXV Aprile, proprio a fianco di Eataly. I bomboloni, dolci e salati, solo abbastanza gourmet da attrarre gli appassionati, golosi per attrarre irrimediabilmente chi ragiona di pancia, leggeri, fritti in olio di girasole, per attirare anche gli attenti alla linea (ma pentiti).

L’impasto è privo di grassi animali, quindi solo olio d’oliva e burro di cacao e ingredienti di farcitura dalla filiera controllata: per questo lo street food è stellato. Le farciture? Si parte dalla più semplice con zucchero; quella con crema pasticcera e liquore Strega; quella alla gianduja; confettura di albicocche; bombamisù, versione rivisitata del tiramisù, nella versione dolce;  ripieni di prosciutto di Parma, stracchino e rucola; mozzarella di bufala campana, pomodorino semisecco e basilico; spezzatino di manzo e spinacino fresco; scarola e pinoli con uvetta, olive e pomodori confit; pollo lattughino e maionese o maiale fondente e senape in quella salata.

La versione estiva? Quella col gelato di Emilio a Maratea: al pistacchio o alla crema.

Un tributo al padre Antonio Romito, il primo a creare le bombe nella pasticceria di famiglia di Rivinsondoli alla fine degli anni ’70.